Dieta estrema o cambiamento di stile di vita? - Dr.Ssa Sara Lampis
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Dieta estrema o cambiamento di stile di vita?

Stiamo vivendo in un’epoca in cui ambiente obesogenico, che induce ad uno stile di vita sedentario, ma al tempo stesso offre stimoli ripetuti al consumo di alimenti (basta fare zapping alla tv) convive con un contesto culturale fortemente influenzato dall’industria della dieta, che idealizza la magrezza e disprezza l’eccesso di peso.

È indubbio che il sovrappeso e l’obesità rappresentano un rischio per la salute, soprattutto perché spesso associati con alcune malattie, quali le malattie cardiovascolari, il diabete, l’ipertensione e altre malattie croniche (definite malattie del progresso). Tanto maggiore è il grasso in eccesso, tanto maggiore è il rischio. Inoltre la distribuzione del grasso corporeo è associata ad un rischio più o meno elevato. Per esempio il tessuto adiposo localizzato nella regione addominale, in particolare quello viscerale, è associato ad un più elevato rischio per la salute rispetto a quello localizzato sui fianchi e sulle cosce.

Per ottenere una riduzione del peso, inteso come riduzione della massa grassa in eccesso, l’approccio seguito può far la differenza a lungo termine proprio sul mantenimento del peso stesso.

Quante volte hai sentito amici, parenti, conoscenti che hanno perso tot kg in poco tempo, successivamente non sono riusciti a mantenere la stessa linea perché troppo restrittiva e conseguentemente hanno acquistato kg con gli interessi?

In altre parole, un conto è seguire una dieta “alla moda”, che promette in modo illusorio la riduzione del peso e un conto è intraprendere un percorso nutrizionale personalizzato, che educa e aiuta a modificare lo stile di vita alimentare. Questo insegna che non sempre le strade più corte sono le migliori!

Problema non meno grave è quello della magrezza, ma questa è un’altra storia.

La regolazione del peso corporeo è un’insieme complesso di variabili fisiologiche, metaboliche, ambientali, comportamentali e genetiche, che controllano quanto introduciamo e quanto spendiamo. Aggiungerei la variabile psicologica, che si intreccia alle altre e ha un notevole impatto.

Un’alimentazione corretta insieme ad un’adeguata attività fisica costituisce un mezzo di prevenzione fondamentale nei confronti dell’aumento di massa grassa e prevenire è altamente preferibile, piuttosto che dover ricorrere alla perdita di peso.

Penserai che sto dicendo una cosa non proprio a favore della professione del biologo nutrizionista, ma in realtà la missione è prevenire, educare e non solo “sistemare” uno stato di eccesso di peso.

Come anticipavo sopra, spesso in caso di sovrappeso e obesità sottoporsi a diete estreme o sconsiderate può sembrare la strada più veloce da percorrere, rispetto al percorso più difficile del cambiamento di stile di vita e del comportamento alimentare. Probabilmente, anzi, quasi sicuramente l’obiettivo di peso nel secondo caso sarà raggiunto in un tempo più lungo, ma almeno il tragitto non sarà una privazione continua e non ti farà sentire inadeguato, perché ognuno ha i suoi tempi per perdere massa grassa ed è normale che si possano incontrare difficoltà durante il percorso.

Stiamo attenti a non diventare vittime dell’industria della dieta.

Sai di cosa si tratta?

 “Diet Industry” (Industria della dieta) è un termine usato nel Nord-America che si riferisce al ricchissimo mercato per la produzione di prodotti, strumenti, strategie, programmi e qualsiasi altro mezzo che possa essere impiegato per la perdita di peso, indipendentemente dal rapporto costo-beneficio che si riflette sul consumatore.  Ha lo scopo di permettere un facile guadagno sfruttando il bisogno dei soggetti che vogliono o devono perdere peso, la loro intenzionalità, la loro mancanza di consapevolezza e di preparazione necessaria ad affrontare la difficile condizione di essere in sovrappeso.

Un’articolo della Repubblica nel 2013 riportava:

Ci sono quelle che promettono di far perdere 3 chili in tre giorni, altre garantiscono 10 chili in un mese, alcune fanno venire la pancia piatta anche solo per il week end. Sono le diete, ne esistono migliaia, spesso hanno nomi stravaganti: dieta del miracolo, della forchetta, del guerriero, dei colori, del XXI secolo, delle 3 ore, del Ph, alcune hanno il nome del loro inventore, come  Dukan o Messegué, ma c’è anche chi si chiama semplicemente  “Oh my god”. 

Tutte forniscono un elenco infinito di consigli, ricette, tabelle, classifiche, calcolo delle calorie, è un magma indistinto di prescrizioni che affolla internet e i giornali femminili, è una palude di prodotti, pillole, sali, creme, barrette, ecc.

Rende l’idea vero? Purtroppo è la realtà.

Di seguito alcune precauzioni per l’uso di una dieta dimagrante:

  • Affidati a personale qualificato con competenze di nutrizione per perdere peso (dietologo, dietista, biologo nutrizionista);
  • Fai in modo anche se sei a “dieta”, che gli alimenti siano tutti presenti (dieta non vuol dire privazione!);
  • Non saltare la colazione per dimagrire, perché regola fame e sazietà durante la giornata;
  • Non sentirti colpevole di eventuali peccati di gola, ogni tanto ci sta se alla base hai un’alimentazione sana ed equilibrata;
  • Diffida di diete che promettono dimagrimenti marcati nel giro di poco tempo, perché rischieresti la sindrome dello yo-yo che non fa altro che abbassare il metabolismo oltre che creare sfiducia in sé stessi;
  • Non affidarti alla “dieta di…” o alla “dieta del…” ma ad un percorso nutrizionale studiato su di te, sulle tue abitudini e che sia compatibile con la vita di tutti i giorni, serate tra amici e vacanze comprese.


Fonti

Crea, Linee guida per una sana alimentazione, 2018.

Linee Guida Italiane Obesità, 1999.