Dieta “gluten free” per i non celiaci? Dipende - Dr.Ssa Sara Lampis
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Dieta “gluten free” per i non celiaci? Dipende

La dieta “gluten free” è sicuramente l’approccio necessario e salutare per il trattamento dei pazienti con celiachia o altri disturbi legati all’ingestione di glutine. Tuttavia, in questi ultimi anni la dieta priva di glutine sta diventando uno degli approcci dietetici più seguiti dalla popolazione generale e anche da pazienti affetti da differenti condizioni cliniche come la Sensibilità al Glutine Non Celiaca (NCGS), la Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS), le patologie neurologiche, reumatologiche e spopola in particolare tra gli sportivi.

 

È effettivamente appropriata e salutare la dieta priva di glutine per coloro che non sono celiaci?

Prima di rispondere alla domanda è opportuno conoscere meglio la malattia celiaca.

Si tratta di un’intolleranza permanente al glutine.

Cosa è il glutine? È un complesso proteico (dovete immaginarlo come una rete) che si trova in alcuni cereali: frumento, orzo, segale, farro, kamut, triticale, spelta. L’effetto “tossico” per il celiaco è dato  in particolare da una frazione proteica del glutine che prende il nome di prolamina.

Nella celiachia tale frazione proteica aumenta la permeabilità intestinale e induce una risposta immunitaria. Infatti la malattia celiaca può essere considerata un’anomala risposta immunitaria dovuta all’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti, che determina un’alterazione infiammatoria della mucosa intestinale con conseguente malassorbimento. L’infiammazione danneggia il rivestimento dell’intestino tenue ed impedisce l’assorbimento di alcuni nutrienti.

È una malattia multifattoriale in cui sono coinvolti fattori ambientali (glutine) e fattori genetici; infatti non è una patologia genetica “obbligatoriamente” trasmessa ai figli.  Può insorgere a qualunque età della vita, dall’infanzia alla senescenza e può manifestarsi in forma classica, in forma subclinica o addirittura decorrere in maniera completamente asintomatica.

Per i soggetti celiaci, la dieta priva di glutine, seguita rigorosamente per tutta la vita, è l’unico trattamento terapeutico disponibile ad oggi.

 

E per coloro che non hanno la malattia celiaca?

Recenti studi dicono che ridurre o eliminare in modo sostanziale gli alimenti contenenti glutine dalla dieta senza un reale bisogno potrebbe avere effetti negativi sulla salute come carenza di micronutrienti e fibre, iperlipidemia e iperglicemia. I motivi? Da una parte si fa una dieta di esclusione autogestita e ingiustificata e dall’altra si introducono prodotti spesso molto ricchi di grassi e zuccheri. Il mercato del gluten free è in crescita perché negli ultimi anni tanti non celiaci acquistano prodotti senza glutine, pensando di guadagnare in salute o addirittura dimagrire.

Nessuna ricerca scientifica dimostra vantaggi per la salute per chi non è celiaco o effetti sul calo ponderale. L’uso della dieta gluten free è stata pubblicizzata da continui claims salutari di atleti famosi, come il segreto del loro successo, enfatizzando il fatto che evitando il glutine si hanno miglioramenti dell’esercizio e della performance e in particolare i sintomi gastrointestinali post esercizio. In contrasto con queste affermazioni, differenti studi dimostrano che gli effetti di una dieta gluten free negli atleti non celiaci non apporta nessun beneficio o miglioramento della performance atletica, né benessere gastrointestinale e miglioramento dell’infiammazione. Ti è mai venuto in mente di fare una terapia insulinica pur non essendo diabetico? Metafora forte, ma che vuole portare a delle riflessioni. L’esclusione dei cibi gluten-free senza consiglio medico può portare a ritardo o a mancata diagnosi, in quanto chi si mette a dieta senza glutine, senza una diagnosi precisa, rischia di vanificare la possibilità di scoprire se la celiachia sia la vera causa dei propri malesseri. Sono stati riscontrati potenziali benefici di una dieta priva di glutine solo in casi particolari, ma gli studi scientifici proseguono: sindrome dell’intestino irritabile con sensibilità al glutine, sensibilità al glutine non celiaca, schizofrenia o altre condizioni legate alla salute mentale, fibromialgia, endometriosi. Anche in questi casi è bene sempre farsi seguire da professionisti prima di intraprendere qualunque approccio dietetico.

Per i non celiaci può essere sicuramente una scelta saggia variare i cereali nella propria dieta, introducendo quelli contenenti glutine ma anche quelli naturalmente privi di glutine. “Variare a tavola” potrebbe essere un buon claim pubblicitario!

 


 

Fonte: La malattia celiaca negli sportivi, Il giornale dei biologi Giugno 2019.

Fonte: Benjamin Niland, MD, and Brooks D. Cash, MD, Health Benefits and Adverse Effects  of a Gluten-Free Diet in Non–Celiac Disease Patients Gastroenterol Hepatol (N Y). 2018 Feb;14(2):8291. 

Fonte: Beniamino PALMIERI, Maria VADALA’, Carmen LAURINO; Review: Gluten-free diet in non-celiac patients: beliefs, truths, advantages and disadvantages; Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2019 June;65(2):153-62

Fonte: P. Binetti, M. Marcelli, R. Baisi Manuale di nutrizione clinica e scienze dietetiche applicate Universo srl 2013

Fonte: www.celiachia.it