Latte: intolleranza, allergia o malassorbimento associato a disturbi intestinali? | Sara Lampis nutrizionista
15246
post-template-default,single,single-post,postid-15246,single-format-standard,cookies-not-set,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1400,footer_responsive_adv,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-13.2,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.5,vc_responsive

Latte: intolleranza, allergia o malassorbimento associato a disturbi intestinali?

Molto spesso in studio mi trovo a far chiarezza su questo tema, perché si fa spesso confusione tra i termini intolleranza, allergia e sensibilità ad un determinato alimento.

Facciamo ordine, focalizzando l’attenzione sul latte.

L’intolleranza al lattosio è causata da un difetto enzimatico. In poche parole vi è carenza o assenza di lattasi, enzima presente sui villi intestinali responsabile della digestione del lattosio. Tale zucchero del latte è composto da due zuccheri semplici, il glucosio e il galattosio; per essere digerito bene entra in azione la lattasi, che scinde i due componenti, in modo che siano assorbiti dalla mucosa intestinale.

Coloro che sono intolleranti al lattosio manifestano sintomi a carico dell’apparato gastro-enterico con gonfiore, dolore addominale accompagnati spesso da diarrea. Spesso ci sono problemi nel diagnosticare questa intolleranza, perché i sintomi si sovrappongono con un’altra condizione molto diffusa: la sindrome del colon irritabile.

Come fare per avere una corretta diagnosi? È fondamentale la valutazione clinica e a questo deve seguire il “test del respiro”, noto anche con il nome inglese “breath test”. Quest’ultimo test è una prova delle capacità assorbitive dell’intestino dopo carico orale di lattosio somministrato al paziente a digiuno da molte ore. L’arrivo del lattosio non assorbito al colon provoca la produzione di idrogeno da parte dei batteri che, dopo il passaggio attraverso la mucosa intestinale e la circolazione, viene espirato e così misurato.

Talvolta succede che l’intolleranza al lattosio sia secondaria a disturbi intestinali e in questo caso si parla di malassorbimento del lattosio associato a disturbi intestinali.

Come ridurre i disagi causati dall’ingestione del lattosio?

Sono due le strategie: ridurre la quantità di lattosio ingerita fino a scomparsa dei sintomi e definizione della dose massima tollerata, dato che l’attività della lattasi è dose-dipendente, oppure assumere lattasi sottoforma di capsule o di soluzione in concomitanza o nelle ore precedenti l’ingestione di alimenti contenenti lattosio.

Si devono escludere tutti gli alimenti derivati dal latte? La risposta è no. Il latte e i derivati freschi hanno un alto contenuto di lattosio, invece formaggi secchi o stagionati e yogurt hanno un contenuto minimo o addirittura nullo di lattosio,  perché le fasi di produzione implicano la scissione del lattosio.

Fate attenzione agli alimenti che contengono in forma nascosta lo zucchero incriminato: prodotti per l’infanzia, dolci in genere, cioccolato, margarine, prosciutto cotto o insaccati in genere, pizza. Vale sempre il suggerimento di leggere le etichette degli ingredienti.

Allergia alle proteine del latte

L’allergia alle proteine del latte è un’allergia alimentare causata da una risposta anomala da parte del sistema immunitario all’ingestione delle proteine del latte. Il latte è una miscela di molte proteine, che possiamo distinguere in due gruppi: caseine e proteine del siero.

I sintomi che ne derivano sono molto vari  e possono interessare vari organi, ad esempio tra i più comuni ritroviamo orticaria, diarrea, vomito, rinite ed anche asma. Più rara è invece la reazione sistemica che colpisce più organi contemporaneamente e, a seconda del livello di gravità, può causare severe reazioni fino allo shock anafilattico.

Nel caso di allergia alle proteine del latte andrà escluso non solo il latte, ma anche tutti i prodotti che lo contengono come per esempio latticini, formaggi, cioccolata, dolci, creme, insaccati, caffè e tè solubili, prodotti alimentari per sportivi, ecc. Scusate la ripetizione, ma vale sempre il suggerimento di leggere le etichette degli ingredienti.

Concludendo, un individuo latto-intollerante può consumare alimenti che contengono proteine del latte, purché questi non contengano anche lattosio o residui di esso o comunque potrebbero riuscire a tollerare il lattosio in base alla quantità assunta. Viceversa, un individuo allergico alle proteine del latte, pur non essendo intollerante al lattosio, non può consumare alimenti contenenti lattosio poiché anche livelli minimi di contaminazione da parte delle proteine del latte potrebbero causare problemi.

Vuoi maggiori informazioni  sulle intolleranze alimentari? Leggi questo articolo.