Metodo di lavoro - Dr.Ssa Sara Lampis | Biologa nutrizionista
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Per spiegare il mio metodo di lavoro vorrei iniziare dalla scelta del logo, composto da una mela che sta ad indicare la lettera Q, iniziale di Quantità e Qualità, le due parti del frutto.

Credo che l’alimentazione corretta per ciascuno di noi debba risultare dall’equilibrio tra questi due fattori e nel percorso nutrizionale che strutturo vado alla ricerca di tale equilibrio.

 

Perché è importante la quantità?

 

Ogni alimento presente in natura è composto dai nutrienti (carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali e aggiungerei acqua), essenziali per noi perché, introducendoli con la dieta quotidianamente, costruiamo il nostro corpo e forniamo l’energia necessaria per vivere. Questo processo di costruzione inizia sin dalla vita intrauterina e deve continuare per poterci mantenere.

La massa corporea è costituita da componenti riferibili ai nutrienti in entrata. Non a caso si sente spesso ripetere la celebre frase di L. Feurbach “l’uomo è ciò che mangia”.

Il processo complessivo di mantenimento della massa é dato dalla somma di tre processi: costruzione, distribuzione e distruzione. Tali processi sono contemporanei e avvengono per tutta la durata della vita anche se con velocità che cambiano a seconda dell’età e delle caratteristiche metaboliche individuali, privilegiando la costruzione dalla nascita all’età adulta e la distruzione nella senescenza.

Da qui si capisce l’importanza di introdurre i nutrienti, attraverso gli alimenti, in quantità corrette per il nostro organismo.

Il mio obiettivo è quello di calcolare il fabbisogno alimentare utile al raggiungimento di un equilibrio tra i tre processi in modo che sia stabile per un tempo più lungo possibile.

 

Come calcolo la quantità corretta?

 

Utilizzo il metodo matematico B. F. M. N. U. (Biologia Fisiologia Modellistica applicata alla Nutrizione Umana), che sfrutta un modello matematico per descrivere il funzionamento del corpo di un qualunque soggetto in condizioni fisiologiche e patologiche accertate.

Il padre di questo approccio fisiologico-modellistico è il Prof. Pietro Marco Boselli, docente presso l’Università degli Studi di Milano.

La sua intuizione è stata quella di applicare alla nutrizione i modelli utilizzati in farmacocinetica, la branca della farmacologia che studia quantitativamente l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo e l’eliminazione (ADME) dei farmaci. Infatti i nutrienti proprio come i farmaci vengono assorbiti, distribuiti, metabolizzati ed escreti.

Grazie alle informazioni acquisite nelle prime due visite, ossia il diario delle entrate/uscite e le misure antropometriche, il modello matematico descrive in maniera quantitativa il comportamento del corpo, ossia ci fornisce una descrizione matematica esatta del legame tra ingressi ed uscite del singolo soggetto, determinando così le velocità metaboliche della persona e il suo fabbisogno alimentare giornaliero, costituito dalle nuove quantità corrette per il raggiungimento della composizione corporea ottimale.
In definitiva, ogni persona è caratterizzata dalle proprie velocità metaboliche e lo studio di queste ci permette di costruire una dieta mirata e specifica.

Non c’è una dieta iniziale e una di mantenimento. Con BFMNU viene determinata una nuova dieta, che se mantenuta porta il soggetto al raggiungimento dell’obiettivo e a mantenerlo. Si parla di una nuova abitudine alimentare giornaliera.

 

Veniamo all’altra metà della mela, la qualità.

 

Perché è importante la qualità?

 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una buona alimentazione è una delle pietre miliari per una vita in salute. Consumare una dieta sana durante tutto il ciclo della vita aiuta a prevenire la malnutrizione ed una serie di malattie non trasmissibili come diabete, malattie cardiovascolari, tumori.

Viceversa una cattiva alimentazione può portare ad una riduzione dell’immunità, ad una aumentata suscettibilità alle malattie, ad uno svantaggio dello sviluppo fisico e mentale e ad una ridotta produttività.

L’aumento della produzione di alimenti trasformati, la rapida urbanizzazione ed il cambiamento degli stili di vita hanno portato ad uno spostamento dei modelli alimentari.

Vengono consumati più cibi ad alta densità calorica, ricchi in grassi, zuccheri semplici ed alimenti con un alto tenore di sale; molte persone non mangiano abbastanza frutta, verdure, legumi e cereali integrali.

Insieme, durante il percorso nutrizionale capiremo come tornare a cucinare e a mangiare gli alimenti sfruttando la loro vera natura. Questo non significa che non possano verificarsi eccezioni, l’importante è la quotidianità.

 

Vorrei fornire ai miei pazienti una linea guida, che li renda consapevoli rispetto all’alimentazione più adatta da seguire. Una volta raggiunta tale consapevolezza, dopo il tempo necessario variabile e soggettivo, la persona riuscirà a camminare da sola, tenendo conto dei consigli. Io ci sarò come supporto per qualsiasi bisogno, ma dietro le quinte.

Che ruolo ha il Biologo nutrizionista?

 

Si tratta di una professione alquanto giovane.

 

Il Biologo nutrizionista può autonomamente elaborare profili nutrizionali al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio “benessere”, quale orientamento nutrizionale finalizzato al miglioramento delle stato di salute. In tale ambito può suggerire o consigliare integratori alimentari, stabilendone o indicandone anche le modalità di assunzione (1).

 

Esiste una precisa norma giuridica che riconosce la competenza del biologo a elaborare diete.

 

Tale competenza è espressamente riconosciuta dalla legge e anzi si può aggiungere che per il biologo esiste una precisa norma giuridica di rango legislativo, che riconosce la sua competenza a valutare i bisogni nutritivi e, quindi, a elaborare le conseguenti diete.

 

L’art. 3 della legge 24.5.1967, n. 396 afferma testualmente che formano oggetto della professione di biologo le attività di “valutazione dei bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo”. Del resto la stessa giurisprudenza amministrativa ha confermato che, oltre alla legge, costituisce fondamento delle competenze del biologo il decreto del Ministero di Grazia e Giustizia n. 362/93. Il decreto attribuisce ai biologi la “determinazione della dieta ottimale individuale in relazione ad accertate condizioni fisio-patologiche…la determinazione delle diete ottimali per mense aziendali, collettività, gruppi sportivi, ecc., in relazione alla loro composizione ed alle caratteristiche dei soggetti (età, sesso, tipo di attività)… la determinazione di diete speciali per particolari condizioni patologiche in ospedali, nosocomi…” (v. Cons. Stato, sez. V, 16.11.2005, n. 6394, in Foro Amm. Cons. St. 2005, 3305). Applicando poi i principi sanciti dalla Corte di Cassazione, l’obbligo che incombe al biologo è ovviamente quello di non qualificarsi come medico, e, quindi, di non effettuare diagnosi mediche e di non prescrivere farmaci (in tal senso Cass. Pen. 04.05.2005 n. 16626) (2).

 

Chi può rivolgersi al Biologo nutrizionista? La risposta è semplice, tutta la popolazione: bambini, adolescenti, donne in stato di gravidanza e allattamento, donne in menopausa, uomini e donne in sovrappeso, sottopeso oppure soggetti obesi, sportivi amatoriali o professionisti, anziani, coloro che sono affetti da una particolare patologia, persone che vogliono migliorare il proprio stato di salute mangiando in modo più sano, onnivori, vegetariani e vegani.

 

La corretta alimentazione e di conseguenza la corretta nutrizione è per tutti, nessuno escluso.

 

Come vivo io la professione del Biologo nutrizionista? Mi sento “un ponte tra la scienza e la vita di tutti i giorni”, fatta di impegni lavorativi, momenti conviviali, sport e organizzazione familiare. Deve esistere un flusso continuo tra le due parti; con il mio lavoro cerco di dare delle linee guida su base scientifica per uno stile alimentare più sano e specifico per ciascun individuo, senza dimenticare quella “vita di tutti i giorni”.

 

 

Bibliografia

(1) IL BIOLOGO NUTRIZIONISTA : VADEMECUM PER LA LIBERA PROFESSIONE – Pierluigi Pecoraro e Gianni Zocchi, 2009

(2) www.onb.it