Le spezie nella pizza di Erio's | Sara Lampis nutrizionista
15264
post-template-default,single,single-post,postid-15264,single-format-standard,cookies-not-set,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1400,footer_responsive_adv,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-13.2,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.5,vc_responsive

Pizza con ricotta primaluna e freschezza di spinaci con semi di chia e mix di spezie

Approfondimento sulle spezie

 

Quali spezie sono state utilizzate per arricchire questa pizza?

Aglio essiccato, peperoncino, timo, camomilla, ortiche del Grappa

Il termine spezia deriva dal latino medioevale “spes” e ha radice comune con la parola specie, che in biologia esprime il livello gerarchico fondamentale che sta alla base della classificazione di tutti gli esseri viventi (Linneo, 1740). Sembra ormai universalmente accettato considerare le spezie come semi, frutti, radici, cortecce (o parti di esse) e sostanze vegetali essiccate usate, in quantità irrisorie dal punto di vista nutrizionale, come additivi, per dare sapore a un alimento.

Le spezie si trovano in commercio intere, spezzate, macinate, polverizzate, sole o in miscela tra loro o con altri elementi. Intere sono più attive e meglio conservabili, anche se i moderni sistemi di confezionamento immediato dopo la macinazione, spesso in condizioni di atmosfera protettiva o sottovuoto, lasciano intatte le loro proprietà aromatiche, almeno fino all’apertura della confezione ed all’uso non troppo protratto nel tempo. Per coloro che non utilizzano totalmente o in breve tempo le spezie acquistate, sarebbe più opportuno comperarle intere e macinarle o spezzarle al momento dell’utilizzo.

Fin dalla notte dei tempi il legame tra la ricerca di spezie e aromi preziosi e la formulazione di rimedi utili per la salute si è mantenuto ben stretto. La storia della medicina testimonia tutto un susseguirsi di impieghi salutistici di vegetali ed essenze che, tuttora, si ritrovano non solo come apprezzati ingredienti di cucina, ma anche tra i principi attivi di molti cosmetici e rimedi naturali da impiegare a difesa di salute e bellezza.

Attualmente la medicina naturale ha riportato in auge molti degli impieghi tradizionali delle “erbe”, degli oli essenziali e, in definitiva, dei rimedi vegetali in genere (fitoterapici) per la prevenzione e la cura delle malattie.

Esistono anche precise prove scientifiche di azioni farmacologiche certe per alcuni aromi e spezie. Vale la pena di citare le sicure azioni anticolesterolemiche, antipertensive e anticoagulanti dell’aglio, quelle del ginseng sulla glicemia, quelle dello zenzero come antinausea e blando antidolorifico per malattie osteoarticolari. Un grosso capitolo della farmacologia riguarda oggi il potere dei fitoterapici antiossidanti: numerose spezie potrebbero, quindi, avere un ruolo benefico, sia come preventivi dell’invecchiamento cellulare che come fattori protettivi contro i rischi di arteriosclerosi e tumori.

 

Erbe e spezie non hanno solo un ruolo storico e tradizionale per il loro impiego terapeutico.

 

Anche il solo fatto che esse possano migliorare l’appetibilità e il gradimento dei cibi può rappresentare un fenomeno positivo, in grado di condizionare favorevolmente la digeribilità e l’umore dei commensali.

Inoltre in cucina l’uso delle spezie può evitare i rischi di eccessi di sale, condimenti grassi e ingredienti pesanti.

 


 

Fonte Manuale di spezieria di , 2008 ASL di Brescia