Prugne e susine | Dr. Ssa Sara Lampis Biologa Nutrizionista
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Prugne e susine

Che cosa sono

I termini “prugne” e “susine” identificano essenzialmente i frutti di due specie: Prunus domestica, europea, e Prunus salicina, di origine sino-giapponese. Le differenze, più che nel contenuto di nutrienti, risiedono nella forma e colore e nelle modalità di consumo. I frutti della specie europea sono tendenzialmente ovali, con una buccia che varia dal giallo al verde, dal rosso al viola scuro; dalla specie sino-giapponese vengono invece i frutti tondeggianti, gialli o nero-viola. Al consumo essiccato sono avviate solo alcune varietà della specie europea (Stanley e Sugar).

Che cosa contengono

Le prugne sono un’ottima fonte di potassio; forniscono anche manganese e vitamina K. Contengono inoltre sorbitolo, uno zucchero non cariogeno e che, una volta nel colon, richiama acqua, ammorbidendo le feci e facilitandone l’espulsione. Questo zucchero ha anche funzioni prebiotiche, promuovendo l’attività della flora batterica intestinale con produzione di acidi grassi a catena corta, noti per la funzione protettiva a livello sia del colon (riduzione del rischio oncologico), sia in periferia. Viene utilizzato nei prodotti dolciari per diabetici, perché non richiede la secrezione di insulina per essere utilizzato. L’ottimo contenuto di fibre (soprattutto nelle prugne secche) affianca il sorbitolo nel promuovere la regolarità dell’alvo.

 Che cosa bisogna sapere

L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha ufficialmente riconosciuto, già nel 2013, il ruolo positivo delle prugne secche (100 g) sulla salute intestinale, affermando che “le prugne secche contribuiscono al normale funzionamento dell’apparato digerente”. Il contenuto di fibre delle prugne secche permette di assumere facilmente una buona quota del fabbisogno giornaliero raccomandato. Grazie al contenuto di manganese e di vitamina K, l’assunzione regolare di 100 g di prugne secche migliora inoltre, specie nelle donne in post-menopausa con fragilità ossea, l’assorbimento e gli effetti protettivi sull’osso di supplementi di calcio e vitamina D.

 

Fonte: Nutrition Foundation of Italy