La fame del tatto - Dr.Ssa Sara Lampis
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La fame del tatto

La fame del tatto

Ecco perché amiamo così tanto i finger food.

Chiudi gli occhi, torna nel passato, torna a quando eri un bambino alle prese con le prime pappe.

Sappiamo che i bambini imparano a conoscere la realtà che li circonda attraverso la manipolazione, la sperimentazione e la scoperta con le mani: afferrano, stringono, tastano e portano alla bocca. È il loro modo di comunicare, prima che arrivi la comunicazione verbale.  Attraverso il tatto comunicano, scoprono ed entrano in relazione con il mondo esterno sin dalla vita intrauterina, infatti il tatto è il primo senso che si sviluppa nel feto.

Uno dei regali più belli che un genitore possa donare a suo figlio per far si che sviluppi un sano rapporto con il cibo è permettergli di sperimentare il cibo stesso con le mani, toccandolo, portandolo alla bocca, sporcandosi e sperimentando.

Non è sempre piacevole per un genitore lasciar fare, perchè la pappa andrà dappertutto, dai vestiti al pavimento, ma le ripetute raccomandazioni “non toccare”, “non sporcarti” limitano molto l’uso del tatto e il suo sviluppo.

Sai che in alcuni popoli è la quotidianità e usualità mangiare con le mani e leccarsi le dita a tavola non solo da bambini, ma anche da adulti? In India, Africa, Malesia, Marocco, Thailandia è la cultura che vuole che non si utilizzino le posate per rallentare e instaurare un rapporto diretto con il cibo. È offensivo il contrario.

Quante volte ti sei fermato a guardare qualcuno che mangiava gustosamente con le mani e ti è venuta l’acquolina in bocca? Hai fatto caso a quanto sia soddisfacente mangiare un finger food, un panino o un trancio di pizza con le mani? Come insegna la mindful eating in questi casi è la cosiddetta fame del tatto che cerca sazietà.

Il contatto manuale con il cibo  è come una carezza, un abbraccio, un bacio.

Tale stimolo sensoriale può rappresentare un valido aiuto per gestire la fame emotiva:

  • si instaura una connessione diretta con gli alimenti;
  • viene influenzata l’attenzione che poniamo durante l’esperienza: mangiamo più lentamente, stimoliamo diverse sensazioni come la morbidezza, la durezza, il calore e l’umidità, giusto per citarne alcuni;
  • l’esperienza del mangiare diventa più soddisfacente e appagante.

Il tatto non si limita alle sole mani, infatti le labbra, la lingua e il palato sono estremamente sensibili al cibo e alle diverse consistenze. La prossima volta che ti capiterà l’occasione presta attenzione alle sensazioni che ti darà il pane caldo appena sfornato o la schiuma del cappuccino.

E’ importante ascoltare le sensazioni tattili non solo mentre mangiamo, ma anche nella preparazione. Sai che per esempio impastare è terapeutico? Scopri di più sull’argomento nell’articolo della Dr. Ssa Chiara Simonetto.